GRAB BAG: IL MINIMO INDISPENSABILE PER ANDARSENE SUBITO
Da quando è spuntato il kit d’emergenza anti-Putin (anti-che? sarebbe da farsi l'ombrello anti stronzate, ma ve bè), comunque se ne sente parlare, ma fino a due settimane fa, ne parlavano solo preppers, militari e boyscout.
In Italia se ne parla poco, ma il concetto è semplice: la grab bag è uno zaino pronto all’uso che puoi afferrare in un attimo e uscire di casa.
Se sei un patito dei film Marvel, è quella che nella Civil War, Bucky Burns afferra prima di scappare dal suo nascondiglio. È l’embrione della mentalità da prepping, ma non va confusa con essa. Il prepper calcola probabilità, scenari, durata degli eventi, e accumula scorte per settimane o mesi.
Poi come arredare il Vault alla Fallout e far ripartire la civiltà umana lo vediamo in un altro episodio.
La grab bag, invece, nasce per darti margine di sopravvivenza nei primi momenti di caos: un terremoto, un incendio, un'esplosione, un allarme CBRN, un’emergenza improvvisa che ti costringe a muoverti subito.
Non è detto che debba coprire le classiche 72 ore: può essere pensata anche per 24, purché ti dia tempo e strumenti per valutare la situazione e decidere come procedere. Il concetto è non subire la situazione.
Dentro, ci va poco. Ma deve essere il giusto.
Cosa ci metti dentro?
- 1 bottiglia d’acqua (anche solo 0.5L)
- Qualche snack ad alta densità energetica (barrette, frutta secca, liofilizzati)
- Fotocopie dei documenti (e/o USB criptata)
- Un mini kit medico: disinfettante, cerotti, antidolorifico, guanti e il nostro adorato tourniquet
- Contanti (tagli piccoli, in valuta locale e magari anche dollari sparsi in punti diversi)
- Torcia a dinamo
- Coltello multiuso (ricorda che se vai in aeroporto te lo tolgono)
- Accendino + firestarter (idem)
- Mascherina FFP2
- Powerbank carico
- Cambio intimo, calze
- Cavo di ricarica universale
- Mappa della zona (spesso negli alberghi ci sono quelle con i monumenti da visitare, sono stilizzate ma a prova di scemo)
- Sacchetti ziplock (per separare e impermeabilizzare)
- Piccolo taccuino con numeri, indirizzi, info di emergenza (il telefono si perde, viene rubato dal maranza, non fare affidamento sulla tecnologia, sii pronto a passare all’analogico)
Poi, c’è il contesto. Se sei all’estero, valuta di aggiungere:
- Copia del passaporto
- Lista delle ambasciate (sei comunque un cittadino EUROPEO)
- Farmaci personali (tienili insieme in una tasca facilmente raggiungibile per facilitare i controlli in aeroporto)
- Localizzatore GPS o SIM di backup (molte aziende ti fanno muovere anche con il satellitare)
Negli Stati Uniti, in Florida ad esempio, ogni casa ha un hurricane kit: un secchio (che diventa il water), cibo liofilizzato, acqua, radio a manovella (per ricevere comunicazioni e sapere come evolvono i soccorsi), torcia e… fucile a pompa anti-sciacallo. Esagerato? Dipende dove vivi. In Italia, però, siamo in zona sismica, abbiamo un vulcano attivo tra i più pericolosi d’Europa, e una lunga lista di vulnerabilità (alluvioni, blackout, incendi, infrastrutture critiche deboli e la Protezione Civile che ha belle divise ma è soesso lenta nelle prime 48h). Eppure il tema è culturalmente ignorato.
La grab bag è il tuo punto di partenza, non l’arrivo. Non ti trasforma in un survivalist, ma ti dà un vantaggio in quelle ore in cui gli altri stanno ancora cercando le chiavi dell’auto.
Tieni lo zaino sempre nello stesso posto. Non usarlo per altro. Ricorda cosa ci hai messo. Ogni sei mesi, aprilo e controllalo, devi poter ad aggiungere poche cose ed essere pronto in pochi minuti.
Perché quando serve, non avrai tempo per pensare. Solo per agire.
Ti lasciamo anche il video del nostro amico Max che l’ha toccata piano sul tema:
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