Team che vince non si cambia… o forse sì?
Hai presente quel detto da bar sport: “Squadra che vince non si cambia”? Vale per il calcio, per la briscola e persino per la tua squadra di calcetto del giovedì sera. Ma nel lavoro… funziona davvero così?
La verità è che i team non sono foto incorniciate, ma spaghetti in pentola: si muovono, si intrecciano, a volte si attaccano e altre volte si lasciano scolare troppo. In poche parole, cambiano. E qualche volta cambiare è l’unico modo per continuare a vincere.
Pensaci: il collega geniale che però risponde alle mail dopo tre settimane, il super creativo che non consegna mai in tempo, il capo che ti assegna task impossibili alle 18:59 di venerdì. Funziona tutto… finché non smette di funzionare.
Il rischio più grande? Restare aggrappati a un “abbiamo sempre fatto così”. Che tradotto significa: “Stiamo per diventare gli spaghetti riscaldati del giorno dopo: commestibili, ma senza più gusto.”
Allora, quando è il momento di cambiare un team?
- Quando le competenze non sono più adatte alle sfide nuove.
- Quando i conflitti non producono più scintille creative, ma solo fumo.
- Quando le energie si sono trasformate in routine pigra.
Cambiare non vuol dire buttare tutto: a volte basta aggiungere un ingrediente nuovo, come un pizzico di peperoncino sugli spaghetti aglio e olio. Altre volte invece serve rivoluzionare la ricetta intera.
Certo, non è facile. Spostare persone, ridefinire ruoli, inserire nuovi colleghi: tutto questo genera resistenze, ansie, domande. Ma ricordati che un team, come un piatto di spaghetti, deve essere servito al momento giusto e con gli ingredienti giusti.
E se temi di combinare un disastro, consola la tua ansia con “Superare le cinque disfunzioni del lavoro di squadra” di Patrick Lencioni: un manuale che spiega perché i team falliscono… e come aggiustarli senza finire a lanciarsi mestoli. E magari procurati anche un bel set di post-it colorati: banali, sì, ma quando li attacchi ovunque in ufficio danno l’illusione che un piano ce l’hai davvero.
Insomma, squadra che vince non si cambia? Forse. Ma squadra che vuole continuare a vincere, ogni tanto, deve avere il coraggio di mescolare di nuovo gli spaghetti.
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