Il pericolo dietro il “secondomeismo”
C’è una frase che andrebbe bandita da ogni sala riunioni:
“Secondo me…”
Non perché avere un’opinione sia un crimine, per carità, ma perché troppi la usano senza avere una base di informazioni solida. Ti è mai capitato che qualcuno che della materia di cui si sta parlando non sa un beneamato…, a un certo punto gioca questo Jolly e spara il suo “Non sono un esperto ma secondo me…” o “Io non ne capisco nulla ma secondo me…”
È un mix letale di effetto Dunning-Kruger, overconfidence bias e una posizione gerarchica che ti induce a pensare di saperne più degli altri, solo perché sei un gradino più in alto nell’organigramma.
Io e Matteo lo abbiamo visto mille volte nelle Forze Armate: ufficiali con mezza stella in più convinti di capirne di più di tutto. Dal meteo alla strategia, dalla logistica alla psicologia umana. Un cocktail di ignoranza, superficialità, saccenza e un paio di parolacce, shackera tutto e servi in coppa.
Il problema è che quando un capo dice “secondo me”, quella frase non resta un’opinione: diventa una direzione. È qualcosa che plasma la realtà, sono parole che creano il futuro perché… “L’ha detto il Comandante!” Chi ascolta tende a interpretarla come un ordine implicito o una verità autorevole. E così, anche una valutazione fatta al volo, senza dati né contesto, può finire per plasmare il futuro di un team, di un progetto, o di un’intera unità.
Essere qualunquisti è da bar, non da decisori.
Chi guida persone dovrebbe saper riconoscere quando il proprio “secondo me” pesa più di quanto valga. Quindi se sei una persona che ricopre un ruolo di leadership, fai attenzione alle tue esternazioni, rifletti prima di aprire bocca. Anzi, rifletti anche se non sei in un ruolo di leadership: nel dubbio rifletti!
I bias cognitivi sono un tema interessante, Daniel Kaneman ci ha scritto un libro, “Pensieri lenti e veloci”. E anche il nostro Paolo Borzacchiello ne ha scritto e parlato. Il “problema” di questi libri è che sono molto lunghi. Quello che possiamo consigliarti oltre a leggerli, magari, è di ascoltarli. Gli audiobook sono una svolta. Quando vai a camminare, quando sei in macchina, senza nulla togliere a Spotify, ascoltare un libro rende un momento di attesa un’occasione per apprendere. Quindi oltre ai link dei libri ti lasciamo anche il nostro link di Audible. I libri lunghi tipo quelli di Nicholas Nassim Taleb o il Conte di Montecristo, si leggono prima: provare per credere.
Se vuoi allenare la mente senza diventare un secchione:
- Kahneman, “Pensieri lenti e veloci”; scopri tutti i trucchetti della tua testa. Amazon | Audible
- Borzacchiello, “Usa il cervello”; pratico, diretto, senza fronzoli. Amazon | Audible
- Taleb, “Il Cigno Nero”; roba lunga, piena di sorprese e capovolgimenti. Se ti manca tempo, fai finta di leggerlo… e ascoltalo! Amazon | Audible
- Dumas, “Il Conte di Montecristo”; vendetta, intrighi e drammi infiniti. Non vuoi leggerlo tutto? Audiobook salva-vita. Amazon | Audible
Disclaimer vari che non interessano a nessuno:
Al solito i link di Amazon che inseriamo sono fatti con il nostro codice di affiliazione, che vuol dire? Che anche se il prezzo finale non cambia, nel momento in cui decidi di acquistare il libro dal nostro link, a noi viene riconosciuta tipo una decimilionesima parte del prezzo. Insomma Amazon ci ringrazia perché gli abbiamo fatto vendere qualcosa; ma non arriviamo quasi mai neanche lontanamente neanche ad un caffè; un po’ tirchi quelli di Amazon.
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