Oggi in Spagna non si accende neanche una tapas
Oggi vi scriviamo alla luce di una candela. Non per creare atmosfera romantica (che comunque non guasta), ma perché in Spagna (olé!) è andata via la corrente. Un blackout bello corposo ha lasciato intere città al buio: niente luce, niente internet, niente cerveza ghiacciata. Il dramma è reale.
Il nostro primo pensiero è andato ai frigoriferi pieni di jamón ibérico che stanno lentamente abbracciando la temperatura ambiente. Ma subito dopo ci siamo chiesti: quanto siamo davvero preparati quando le cose si spengono di colpo?
Viviamo in un mondo dove tutto; lavoro, relazioni, tempo libero; gira attorno a una spina attaccata al muro. Ma se quella spina si stacca, che si fa?
Ecco, un blackout come questo diventa un promemoria scomodo ma utilissimo: la leadership si misura anche al buio. E allora, da veri strategas del caos, vi lasciamo qualche consiglio pseudo-militaresco su come affrontare un blackout (metaforico o reale che sia):
Fase uno: fai l’inventario. Cosa hai a disposizione? In un blackout emotivo o organizzativo, torna utile sapere su chi e cosa puoi contare. Anche solo sapere dove hai messo le candele (o i valori) aiuta.
Fase due: comunica. Anche al buio, anche senza Wi-Fi. La leadership non è mai silenziosa: è una voce che guida, anche se traballa. Se non puoi mandare mail, manda segnali di fumo. Ma dì dove sei e come stai.
Fase tre: adatta la missione. I piani si fanno in tempo di pace, ma si testano in trincea. Se il piano A è saltato insieme al contatore generale, tira fuori il piano Z. E se non esiste? Inventalo.
Fase quattro: mantieni l’umorismo. Seri, ma mai seriosi. Il blackout fa paura, ma ridere (anche amaramente) è un atto di leadership, soprattutto quando le cose non funzionano.
Un po’ come Don Chisciotte. Lui combatteva contro mulini a vento, noi contro router spenti e gruppi whatsapp silenziosi. Ma alla fine, il coraggio è lo stesso: andare avanti anche quando il mondo ti sembra scollegato. Anche quando il tuo Ronzinante è solo una bici elettrica scarica.
Perché la luce torna, ma ciò che scopri nel buio resta. E magari, in quel buio, capisci anche qualcosa in più su di te, sul tuo team, o sul motivo per cui fai quello che fai.
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