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Il Cobra Kai non muore mai

Spaghetti Letter #25

di Matteo & Fabio

RelazioniEnergia3 min

Avviso: questa newsletter contiene spoiler.

È da poco finita (finalmente) su Netflix Cobra Kai, sequel dei film degli anni ’80 di Karate Kid. Le lezioni che trasmette questa serie sono diverse e oggi cercheremo di tirarne fuori qualcosa in mezzo a tanto politically correct alla Netflix che speriamo finisca presto.

Intanto, per chi è proprio a zero sia con i film che con la serie, Karate Kid racconta la storia di Daniel Larusso, un ragazzo giovane, regolarmente bullizzato che incontra un maestro di Karate, il Sensei Miyagi, che gli insegna la via delle arti marziali. Se non hai mai sentito nemmeno “Dai la cera, togli la cera”, vivi sulla Luna. Dopo questo percorso, Daniel arriva a gareggiare in un torneo di Karate, dove si scontra proprio con chi lo bullizzava, Johnny Lawrence, allievo della scuola Cobra Kai. Daniel vince, segue un Karate Kid 2, un 3 e poi persino un 4 negli anni ’90 ma non entriamo nel dettaglio.

La serie Netflix parte raccontando la storia dal punto di vista di Johnny Lawrence, avanti con il tempo di 30 anni. La vita di Lawrence è andata avanti un po’ a singhiozzi dopo quel torneo, sembra quasi che quello bullizzato sia stato lui. Johnny fonda la sua palestra utilizzando il nome del suo vecchio stile, il Cobra Kai. Larusso sarà in disaccordo per via della violenza predicata dallo stile e i due torneranno a più riprese a scontrarsi. Non ha tutti i torti ma c’è sempre un “ma”.

Per un milione di stagioni le storie dei personaggi vecchi e nuovi si intrecceranno, tra i figli dei protagonisti, i loro amici e conoscenti e i vecchi personaggi con l’eccezione del Maestro Miyagi poiché l’attore, Pat Morita, è scomparso nel 2011.

Cosa puoi portare via da questa serie?

  1. I capisaldi dello stile Cobra Kai sono:
    • Colpisci per primo
    • Colpisci forte
    • Nessuna pietà

Vista così, in realtà, ci piace. È una via di determinazione, diretta e forse sì, violenta. Ma lo sviluppo della serie andrà un po’ a diluire il concetto iniziale del Cobra Kai, e lo stesso fondatore, John Kreese, seguirà una via di redenzione.

  1. La via delle arti marziali non è una via di violenza ma di autoconsapevolezza. Quelle persone che pensano che imparare o far imparare ai propri figli le arti marziali significhi consegnarli alla violenza, dovrebbero vedere questa serie, con tutti i suoi difetti.

  2. Questa moda di redimere i “cattivi” che ha un po’ stancato nell’ultimo decennio tra serie come Romanzo Criminale, Gomorra, Vallanzasca e chi più ne ha più ne metta, in Cobra Kai mostra il suo lato migliore: un po’ come il principio taoista secondo cui c’è un po’ di nero nel bianco e viceversa, ti spinge a empatizzare con il “cattivo” e capire anche le sue ragioni.

  3. Non è mai troppo tardi per cambiare idea. Persino Larusso, nemico giurato del Cobra Kai, alla fine della serie indossa il Gi con il serpente e inizierà una solida amicizia tra i due protagonisti, i due stili, Cobra Kai e Miyagi Do si influenzeranno positivamente.

  4. Non prendere esempio da Netflix per la preparazione degli attori che nel susseguirsi delle stagioni sono ingrassati tutti esclusi i protagonisti originali.

  5. Ancora una volta, gli anni ’80 devono salvare la baracca. D’altronde anche Stranger Things è ambientata negli anni ’80…altro che generazioni future, stanno per girare un nuovo film sui Goonies!

  6. Ultima ma forse la più importante, il motto della scuola: Il Cobra Kai non muore mai. Nessuno dei personaggi della storia ha un percorso netto. Le battute d’arresto sono continue. Eppure nessuno molla, mai.

Insomma, è una serie leggera, un tuffo nel passato per chi è cresciuto in quegli anni e un bel riadattamento per gli sfortunati che si sono persi gli anni ’80. Si può tirare fuori qualcosa di buono e speriamo di avervi fatto venire voglia di guardarla se ve la siete persa o di avervi fatto riflettere se invece avete seguito tutte le vicende del Cobra Kai.

Ora però vi dobbiamo lasciare, su Prime è uscita la terza stagione di Reacher!

P.s. Fa ancorar freddo, quello che vi consigliamo è il passamontagna Under Armour dateci un occhio, è una figata.

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