Il lamento del coyote
La canzone con cui ti consigliamo di leggere la newsletter di oggi è: questa.
Sia per il risultato delle lezioni Americane di Mercoledì che per lo sfondo che è, appunto, l’America.
Come ben sai gli Stati Uniti non sono sempre stati come li vediamo oggi.
Immagina le immense distese del Far West, dove i coloni si spingevano in cerca d’oro, terre fertili e nuove opportunità.
Quelle lunghe carovane piene di sogni e speranze che abbiamo visto nei film insieme agli scontri tra indiani e cowboy, messicani e cowboy, cowboy e altri cowboy, maledetti cowboy hanno rovinato il Far West! (Libera citazione)
Costantemente minacciati da tutto quello che li circondava, i coloni vivevano di allevamento e raccolti.
Il bestiame subiva continui attacchi e razzie. Quando la minaccia non erano altri esseri umani, ci si mettevano gli animali selvatici.
Orsi, lupi, puma, coyote, a seconda delle latitudini e delle quote, le minacce potevano variare nella forma ma non nella sostanza. Una delle soluzioni prese dai coloni, insieme alle armi da fuoco, erano le trappole, una tra tante: la tagliola a scatto.
Quando la zampa di uno di questi animali finiva in una tagliola, la fine era quasi certa, nel giro di pochi giorni sarebbero morti di stenti o se fossero stati trovati da altri animali o dagli umani, la fine sarebbe stata più rapida.
Le leggende del Far West descrivono le urla del coyote intrappolato in una tagliola come qualcosa di raggelante, qualcosa di molto simile a grida di disperazione di un essere umano.
Questi lamenti hanno riempito le storie del folklore. I nativi americani credono infatti che i coyote oltre ad essere animali molto intelligenti, siano capaci di parlare col mondo degli spiriti.
(E come avrai capito i protagonisti di oggi non sono i cowboy ma sono i coyote)
I coyote con la zampa intrappolata in una tagliola avevano poche speranze di sopravvivere.
Ma per alcuni di loro l’istinto di sopravvivenza superava il dolore.
Alcuni coyote compivano un gesto estremo e disperato ma risoluto: si mozzavano la zampa.
Era una scelta drastica, ma vitale e pur di vivere, rinunciavano a una parte di loro stessi. La sofferenza del coyote diventa una metafora potente: a volte, per sopravvivere e prosperare, bisogna avere il coraggio di rinunciare a qualcosa, anche a una parte di sé.
Come il coyote che si libera a un caro prezzo, anche noi possiamo trovare una via d’uscita dalle prigioni che ci costruiamo. Essere liberi è una scelta.
Nella vita di ognuno ci sono dinamiche, rapporti umani, amori, situazioni lavorative, che sono come tagliole.
Non ti uccidono ma ti feriscono e ti trattengono.
Lasciar andare non significa essere rinunciatari, arrendersi alla sconfitta o sminuire ciò che abbiamo amato. Significa rinunciare per non soccombere, per ricominciare a crescere, per continuare anche senza una parte di sé.
Gli stoici insegnano che non si ha controllo sulle circostanze ma lo si può cercare nel modo di affrontarle, nella capacità di adattarsi e nel riuscire ad accettare ciò che non si può cambiare.
Un libro sulla filosofia degli stoici che mi ha lasciato tanto è stato La Via dell’Ostacolo di Ryan Holiday
Ma se ti piacciono le metafore come quella del coyote, spero che nella tua libreria non manchi l’Alchimista di Paulo Coelho
Ne parla anche Matteo nel video di questa settimana.
L’ultimo libro che potresti leggere sul tema del cambiamento, sul decidere se lasciar andare o meno, sull’acquisire nuove consapevolezze… l’ha scritto un tizio che conoscevo tanto tempo fa ma non lo sento più da un po’… chissà che fine ha fatto!?
Questa settimana vorrei che riflettessi sulle tagliole, chissà che un momento di riflessione non ti faccia capire che in alcuni contesti della tua vita stai soffrendo inutilmente!
Se il tema Far West ti piace spero tu non ti sia perso la serie 1883, davvero bella e fatta bene.
E niente… noi ci vediamo come sempre la settimana prossima. Fai i compiti!
Disclaimer vari che non interessano a nessuno:
Al solito i link di Amazon che inseriamo sono fatti con il nostro codice di affiliazione, che vuol dire? Che anche se il prezzo finale non cambia, nel momento in cui decidi di acquistare il libro dal nostro link, a noi viene riconosciuta tipo una decimilionesima parte del prezzo. Insomma Amazon ci ringrazia perché gli abbiamo fatto vendere qualcosa, ma non arriviamo manco lontanamente neanche ad un caffè, che spilorci quelli di Amazon.
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