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Raccogli i bossoli.

Spaghetti Letter #11

di Matteo & Fabio

LeadershipRelazioni4 min

Sei mai andato a sparare?

Non parlo dell’assalto alla diligenza o delle rapine ai porta valori.

Parlo del poligono di tiro.

Andare al poligono è una normale attività addestrativa quando fai parte di Forze Armate e Forze di Polizia.

Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti lo consigliava come esercizio quotidiano. Anzi, secondo lui era un toccasana per le passeggiate pomeridiane.

Se non hai mai sparato, fa niente: immagina (dai che Call of Duty lo conosci...)

Addestrarsi al maneggio delle armi è una pratica importante per l’Esercito e una volta che il personale sa gestire le armi in sicurezza è davvero divertente.

Sia in attività dinamiche che in tiri da fermo, sparare permette di sviluppare diverse abilità: coordinazione, resistenza, capacità di lavorare in gruppo e ragionamento sotto stress... un sacco di cose insomma.

Ma fine attività, arriva il momento di raccogliere i bossoli.

Il bossolo, se non lo sai, è quello che rimane del colpo sparato.

È la parte finale del proiettile che contiene la polvere da sparo che darà propulsione all’ogiva.

Un’esercitazione a livello compagnia produce una grande quantità di bossoli e altri materiali di scarto come le maglie dei nastri delle mitragliatrici.

(Le norme sulla tutela ambientale e altri smaronamenti impongono di lasciare la zona il più pulita possibile ma, a parte la normativa, è un segno di buon senso civico, in più è tutto materiale riutilizzabile quindi è bene recuperarlo).

Raccogliere i bossoli è una delle attività più tediose e pallose delle esercitazioni.

Viene considerato un compito di bassa manovalanza. Di solito si prendono una decina di ragazzi giovani e gli si affida questo compito ingrato, mentre i comandanti di plotone raggruppano il personale, gli armieri e gli armaioli smontano le piazzole, i magazzinieri recuperano le sagome insieme ad altri scagnozzi e i capitani combattono con la carta.

Quanta carta! Nessuno si lamenta, nessuno questiona: è semplicemente così.

“Si è sempre fatto così”.

Eppure ci sono modi più efficienti di farlo, eccome! Raccogliere i bossoli può diventare un esercizio di leadership. Il modo è semplice: devono farlo tutti.

Se l’attività fatta da dieci persone richiede un quarto d’ora, fatta da tutta la compagnia richiede pochi minuti ma qui il discorso non è ottimizzare i tempi.

Alcuni comandanti sono convinti che se vengono visti svolgere lavori umili come raccogliere i bossoli o passare una scopa a terra, perderanno il rispetto dei propri dipendenti.

Ma non è così.

Anzi, è vero il contrario.

Parliamoci chiaro.

Nessuno dirà nulla se mentre gli altri stanno con la schiena piegata a terra, tu ti stai portando avanti con tutta la burocrazia.

Ma metterti lì con i tuoi è un momento per appiattire le gerarchie verticali, stare un po’ con i ragazzi, dare l’esempio anche ai più anziani, quelli che credono ancora che essere “anziani” sia un privilegio quando non capiscono che è una responsabilità.

È un momento per conoscere meglio il personale, farsi anche due risate ed iniziare il debriefing delle attività.

Complimentarti con chi è migliorato, far notare i margini di miglioramento a chi non è andato benissimo e così via.

Un compito apparentemente infelice può diventare un momento di scambio.

I tuoi vedranno che non comandi dall’Olimpo come i generali che si vedono nei film, appollaiati sul loro cavallo in cima al cucuzzolo della montagna mentre nella valle i soldati se le danno di santa ragione, ma vedranno che sei in grado di stare in mezzo a loro. Questo farà una grande differenza.

Nella vita senza la divisa episodi come la raccolta dei bossoli non sono così insoliti.

Compiti considerati denigranti ce ne sono sia in ambito sportivo che lavorativo.

Che sia la raccolta dei palloni, il montaggio delle reti, lo stretching, o piuttosto la riorganizzazione di un archivio, lo smistamento della posta o la semplice pausa caffè. Esempi ce ne sono per ogni lavoro o attività e mentre leggi, sicuramente te ne viene in mente qualcuno.

Ci sono momenti in cui mantenere il distacco con le persone che dipendono da Te non è premiante, anzi, è vero il contrario.

Non devi fare il lavoro degli altri, non vederla così. Vedilo come un momento per stare con i tuoi e imparare anche a conoscerli meglio, mostrargli che sei uno che comanda con l’esempio e che puoi parlare anche di altro oltre che di lavoro.

Per persone che ti vedono solo di sfuggita, alle riunioni e ai briefing, sentirsi dire un sincero e interessato “Allora? Come va?” Fa tutta la differenza.

Che tu sia a capo solo di te stesso o il comandante dell’esercito del nord, servo leale dell’unico vero Imperatore Marco Aurelio…scendi dal seggiolino dove sei a imbrattare la carta e raccogli i bossoli insieme ai tuoi.

Alla prossima settimana!

P.S.

Come must have, questa settimana non possiamo che farti notare che sta arrivando il freddo (dappertutto tranne che in Iraq). Un bell’acquisto che puoi fare sia da civile che da militare è lo Sleeka reversibile della Snugpak https://amzn.to/3CoxnZo buono sia sopra la mimetica che per andare in giro (di certo non ai matrimoni ma Fabio ci ha girato per Torino-Lione-Parigi-Bruxelles-Bruges-Anversa-Berlino-Amburgo-Copenhaghen) e Matteo in Afghanistan e in qualche altro posto, oltre che su quasi tutte le Alpi.

Il film da vedere nella settimana dell’uscita del Gladiatore 2 è sicuramente il primo e ineguagliabile Gladiatore, con Russell Crowe ancora magro.

Il libro da leggere https://amzn.to/3YNxc11 giusto per incasinarsi un po’ la psiche.

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