Vai al contenuto
Logo Spaghetti LeadershipSPAGHETTI.

Sempre allievi, mai maestri

Spaghetti Letter #98

di Matteo & Fabio

LeadershipRelazioni2 min

Vivi la tua vita al meglio.

Accumuli successi.
Qualifiche.
Brevetti.
Promozioni.
Targhe.
Attestati.

Poi succede una cosa pericolosa: arriva il wall of fame.

Quel muro dove alcuni riescono ad appendere persino il certificato di partecipazione alla dimostrazione di tiro con l’arco durata due giorni.

E non vedono l’ora che qualcuno entri in casa per poterglielo mostrare.

“Quello l’ho preso nel 2017.”

Bello.

Lasciamolo lì.

Il problema non sono i risultati.

I risultati sono importanti.

Costano tempo.
Costano fatica.
Costano sacrifici.

E probabilmente te li sei meritati tutti.

Il problema nasce quando inizi a usarli come prova definitiva del fatto che hai capito tutto.

Diventi autoreferenziale.
Sottovaluti quello che ti circonda.
Diventi superficiale.
Sminuisci le persone.
Smetti di fare domande.

Hai smesso di imparare.

Solo che non te ne sei accorto.

Prima o poi arriva la doccia fredda.

Un errore.

Una persona che avevi sottovalutato.

Una situazione che credevi di conoscere.

Qualcuno più preparato, più giovane o semplicemente meno impegnato a raccontare quanto è bravo.

O, peggio, inizi ad allontanare persone che ti vogliono bene perché si stancano di certi atteggiamenti.

Prima che ci pensi l’arroganza ad aprirti gli occhi, ci proviamo noi.

Si racconta che, durante i trionfi romani, vicino al generale vittorioso ci fosse qualcuno incaricato di ricordargli che, nonostante la gloria, restava soltanto un uomo.

Il concetto è quello.

Hai vinto.

Bravo.

Sei ancora un essere umano.
Anche l’aumento di stipendio.
La nuova posizione.
Il corso prestigioso.
La targa sulla porta.
Tutte cose belle.

Nessuna ti rende infallibile.

Conserva sempre una mentalità da allievo.

Perché anche il più umile dei tuoi collaboratori può insegnarti qualcosa.

Quando occupi una posizione di leadership, è facile convincerti di saperne più di chi sta sotto.

Nel tuo ambito può anche essere vero. Si spera.

Il problema arriva quando estendi quella convinzione a tutto il resto.

Sai gestire un reparto?

Allora pensi di capire automaticamente di economia, relazioni, allenamento, geopolitica, educazione dei figli e probabilmente anche di cucina thailandese.

Nell’Esercito succede continuamente.

Mezza stella in più e improvvisamente qualcuno sente il dovere morale di insegnarti la vita.

Senza essersi posto due domande fondamentali:

Sei sicuro di saperne di più?

E soprattutto:

chi te l’ha chiesto?

È il vecchio effetto Dunning-Kruger.

Meno sai, più ti senti sicuro.

Più impari, più capisci quanta strada ancora ti manca.

Il vero esperto non ha bisogno di dimostrarlo in ogni conversazione.

Ascolta.

Osserva.

Fa domande.

E, quando serve, cambia idea.

Il mediocre invece deve insegnarti qualcosa. Sempre.

Quindi goditi i successi.

Appendi pure le targhe.
Mostra il brevetto di tiro con l’arco.
Ma non trasformare il tuo curriculum in un’armatura contro la realtà.

Resta curioso.
Resta scomodo.
Resta disposto a scoprire di avere torto.

Sempre allievi.

Mai maestri.

I maestri autoproclamati?

Lasciali lì.

Se ti è piaciuta, leggi anche

#88

Il tuo iceberg si sta sciogliendo

Ti è mai capitato di non riuscire a dormire e finire a guardare i video di quelli che costruiscono le piscine nel Sud-Est asiatico con solo bastoni e argilla? O di farti le domande più strane tipo “Ma i pinguini…

LeadershipRelazioni2 min

Leggi →

#99

Robbins ha fatto anche cose buone

Tony Robbins è un personaggio particolare, divisivo. Per molti è il guru che cammina sui carboni ardenti, per altri un ciarlatano. Ma è stato il personal coach di tanti VIP, incluso Connor McGregor. La verità, come…

RelazioniLavoro3 min

Leggi →

Non sai da dove continuare? Inizia da qui →