Micro-momenti
Immagina le normali relazioni di lavoro tra colleghi, o tra te e il tuo capo o a ruoli invertiti.
E immagina che in questo rapporto lavorativo ci siano tanti piccoli episodi. Apparentemente insignificanti. Non grandi eventi. Niente di serio: Micro-momenti.
Micro-momenti di mancanza di rispetto.
Micro-momenti di colpetti di ego.
Micro-momenti di “non sto ascoltando, ho fretta”.
Micro-momenti di “non mi fido di te in questo contesto”.
Micro-momenti di “oggi ho le palle girate”.
Niente di grave, preso singolarmente. A chi non capita di avere una giornata di merda? E nei momenti di grande stress arriva qualche risposta fuori contesto. Ma ci sta. E dentro di te pensi: ”Magari non era un buon momento.”
Ma somma tanti di questi micro-momenti su una base quotidiana, in un orizzonte temporale di sei mesi. Poi un giorno arriva. “Sai che c’è? Vaffanculo.” E cadi dalle nuvole.
I rapporti umani non sono edifici. Non getti le fondamenta, tiri su il palazzo e lo vendi. Sono più come le piante. Crei un ambiente dove possano crescere. Poi te ne prendi cura. Ogni giorno. Anche nelle giornate storte. Perché il giorno “ho le palle girate” capita. Caxxo se capita.
Ma dopo il tornado puoi dire: “Scusa per prima. Ti offro un caffè. Stamattina non era aria.” Se non lo fai, stai lasciando segni. Piccoli. Ripetuti. Che si accumulano. Anche quelli fanno interesse composto, mica solo il tuo etf sull’azionario globale.
E a un certo punto non torni indietro. Arrivi a una risposta fredda o, peggio, nessuna risposta. Perché ormai non importa più. “Ormai è tardi” diceva Vasco.
Nel lavoro, la gente va e viene. I capi cambiano, tutto il contesto cambia.
Ma finché dall’altra parte della scrivania c’è un essere umano, il main effort sono i rapporti umani. Non è “e va beh, mi conosce, capirà.” O “io sono fatto così.” Non c’è nulla di male nella scelta deliberata di essere degli stronzi. Il mondo ne è pieno. Solo non meravigliarti. E pensare che sia una reazione eccessiva è anche un po’ gaslighting, ma lasciamolo lì. Non conta avere ragione, non conta giustificarsi: contano i legami. Prenditene cura. E se sei in un ruolo di leadership è fondamentale che lo sforzo lo faccia tu. Tu detti le regole del gioco. Sei tu che hai il potere di creare il clima giusto sul posto di lavoro: è una tua responsabilità.
Questa settimana è semplice. Meno micro-strappi. Più manutenzione.
Il resto…
lascialo lì.
Se questa roba ti è familiare (e lo è), ti lascio tre cose utili. Non teoria da LinkedIn. Roba che puoi usare davvero quando stai per mandare tutto a puttane.
- Crucial Conversations: Tools for Talking When Stakes Are High
Ti insegna a dire cose scomode senza far saltare il banco. Tipo quando sei incaxxato ma vuoi ancora salvare il rapporto.
- Radical Candor; Kim Scott
Feedback chiaro, diretto, ma senza essere uno stronzo. Sembra facile, non lo è. Questo libro ti spiega come farlo sul serio.
- Leaders Eat Last; Simon Sinek
Se hai anche solo mezza responsabilità su qualcuno, questo è il punto: il clima lo crei tu. Sempre. Anche quando non ti va.
Fine.
Il resto non è leggere libri. È usarli.
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