Stress? Ci pensa la resilienza (e magari un piatto di pasta).
Ciao Spaghetti-leader,
lo stress, ormai, è come il prezzemolo: c’è ovunque. Post-pandemia, post-crisi economica, post-tutto… sembra che ogni volta che pensiamo “ok, adesso va meglio”, arrivi subito un nuovo colpo di scena, tipo stagione infinita di una serie Netflix che nessuno ha chiesto.
Il problema non è tanto lo stress in sé (che un po’ serve, altrimenti saremmo ancora sul divano in tuta del lockdown a guardare Tiger King). Il problema è quando diventa troppo: e allora il cervello inizia a fumare come la moka lasciata sul fuoco.
Qui entra in scena la famosa parolina magica: resilienza. Che non significa diventare dei supereroi zen capaci di sorridere mentre il mondo va a fuoco, ma piuttosto allenarsi a fare tre cose fondamentali:
- Accettare che non puoi controllare tutto. Breaking news: i mercati non ti ascoltano. Il traffico non sparisce solo perché hai fretta. E le pandemie… meglio non aprire quel file.
- Gestire le tue energie. Non siamo batterie infinite: ogni tanto bisogna staccare la spina, anche solo per guardare fuori dalla finestra e non lo schermo del pc.
- Ridere. Sembra banale, ma se riesci a ridere delle tue disgrazie (tipo quando Zoom ti congela in faccia con un’espressione assurda), hai già fatto metà del lavoro.
La resilienza non è un superpotere che ti piove addosso: si costruisce a piccole dosi, un po’ come la pazienza quando aspetti che l’acqua bolla.
E c’è un altro segreto: la comunità. Perché da soli si regge poco, ma insieme; colleghi, amici, famiglia; ci si può alternare nel ruolo di “pilastro”. Oggi sei tu che sostieni gli altri, domani toccherà a loro.
Insomma, non si tratta di eliminare lo stress (spoiler: impossibile), ma di imparare a cucinarlo bene, come un piatto di spaghetti al dente: se lo lasci troppo nell’acqua bollente, diventa una pappetta ingestibile; se lo scoli al momento giusto, invece, diventa energia.
Quindi sì, il mondo resta folle, ma possiamo scegliere se esserne vittime o chef.
Se vuoi approfondire senza cadere in manuali new age pieni di campane tibetane, ti consigliamo “Fanculo lo stress! Il metodo scientifico che sconfigge stress e ansia usandoli a tuo vantaggio” di Faith G. Harper: semplice, diretto e con spunti pratici per riportare un po’ di calma nella vita quotidiana (anche senza trasferirti a meditare in Tibet).
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- Palla antistress in gel → perfetta per scaricare le riunioni che potevano essere email.
- Lampada a luce calda regolabile → aiuta l’umore più di quanto pensi (e non fa venire l’effetto interrogatorio della CIA).
- Tappetino da stretching/yoga → non serve diventare contorsionisti: bastano 5 minuti per ricordare al corpo che esiste anche lui, non solo la tua testa.
Piccoli strumenti, grandi respiri.
Alla prossima,
Fabio & Matteo
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