La verità dietro le tue scuse: il segreto che nessuno ti dice
Hai mai visto un maratoneta che, a metà gara, si ferma, si siede a terra e inizia a elencare tutte le ragioni per cui non può proseguire?
Ovviamente no.
Perché se sei lì, hai un obiettivo, e non c’è tempo per le scuse.
Eppure, nella vita di tutti i giorni, quante volte ci fermiamo, cedendo alle nostre stesse giustificazioni?
Le scuse sono catene invisibili.
Non le vediamo, non le tocchiamo, ma ci tengono ancorati allo stesso punto, incapaci di muoverci.
Diciamo a noi stessi che non abbiamo abbastanza tempo, denaro, o talento per fare questa o quella cosa.
Ma è davvero così?
E finalmente ti spariamo lì il benedetto fuori di testa di Goggins.
Ahhhh come si dice nell'Esercito, un po' di sana naja!
Nel suo libro Niente può fermarti, infatti, spiega che siamo noi a costruire i nostri limiti mentali.
Lottiamo contro le nostre insicurezze e paure, certo.... ma la verità è che la maggior parte dei nostri ostacoli è autoimposta.
Siamo noi che ci raccontiamo cazzate per non fare le cose.
Ci proteggiamo dall’idea di fallire facendoci dei film mentali per cui il mondo andrebbe meglio se anche oggi non andiamo a correre.
"Vieni ad allenarti?" - "Eh oggi non posso, mi si è addormentato un piede e non voglio svegliarlo..."
Ma veramente?!
Ecco perché continuiamo a ripeterci che inizieremo "domani", o quando "avremo più tempo".
Ma quel domani non arriva mai, e intanto la vita s-corre.
Brian Tracy in Niente Scuse va dritto al punto: la differenza tra chi ha successo e chi no, non sta nelle risorse che abbiamo, ma nell'abilità di assumersi la responsabilità.
Le scuse sono il sintomo della paura di assumere il controllo della propria vita.
Sono il risultato di una mentalità che ci porta a incolpare il mondo esterno per ciò che non va, invece di affrontare le difficoltà a testa alta.
Un esercizio veloce
Ce lo suggerisce un nostro camerata d'Accademia, il buon D.D.D.
Per una settimana, prova a fare come faceva lui: prenditi la responsabilità di tutto quello che ti succede.
Lui diceva: "Comandi è colpa mia!"
A te basterà ripetere: è una mia responsabilità e accettarlo.
Pensaci per un momento: quante volte hai rinunciato a fare qualcosa perché era troppo difficile?
O perché non ti sentivi pronto?
Le scuse ci fanno credere di non essere abbastanza forti, abbastanza preparati, abbastanza... tutto.
Ma se c'è una cosa che Goggins ci insegna (e non intendiamo il devastarci piedi e mani in sfide a caso), è che siamo molto più forti di quanto crediamo.
E solo quando smettiamo di giustificarci, possiamo scoprire di cosa siamo davvero capaci.
Ultimo segreto di oggi? Raga, bisogna sbattersi... Nel disagio c'è crescita (come al solito)
L'illuminazione passa attraverso la sofferenza.
(e contro ogni aspettativa, questa frase non è di Nietzsche, ma è di Siddhartha Gautama, detto anche Buddha)
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