Hartman, un sommergibile e Al Pacino
Tre esempi di leadership dai film.
Il primo esempio, iconico di Kubrick: il sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket. Un monologo tragicomico interpretato in modo magistrale dall’attore R. Lee Ermey e dalle sue sopracciglia. Può sembrare grottesco, fuori luogo, fuori tempo, scorretto, cattivo, ma dice una cosa importante: “Non mi aspetto di piacervi, ma più mi odierete, più imparerete.”
Full Metal Jacket non è un film di esaltazione delle forze armate o della politica estera americana, ma descrive la vita dei Marines a Marine Corps Recruit Depot Parris Island. L’addestramento iniziale, il taglio dei capelli, “goodbye my baby, hello Vietnam”. Non è un club del libro: quel corso sa bene che finiranno tutti in Vietnam, e deve arrivarci preparato.
La leadership del drill instructor è dura. Deve segnare una linea di demarcazione tra il prima e il dopo. Lo fa in un modo molto incisivo, ma il risultato deve esserci. È una leadership brutale, forte, coercitiva. Ci sono contesti in cui una leadership del genere è necessaria. Per esempio quando, come nel film, bisogna partire da zero, scardinare credenze e convinzioni per creare un solo modo di pensare. È un po’ come spiegare le regole del gioco.
Il secondo esempio arriva da un altro bellissimo film, forse più attuale che mai: il discorso di Joe Glass nel film Hunter Killer. Una bellissima interpretazione di Gerard Butler. Glass si rivolge all’equipaggio del sommergibile Arkansas prima di una missione reale in acque russe.
Mette subito in chiaro una cosa: “Non sono uno di Annapolis che ha imparato chi siete sui libri.” Questa frase crea subito un cambiamento. Il messaggio è: “Sono uno di voi.” Prosegue dicendo: “Se credete che io vi conosca meglio dei miei predecessori, avete ragione.” Spiega a cosa ha rinunciato mentre era su un battello da guerra. “Tutto quello che conosco è qui sotto. Io sono voi.”
Poi spiega i termini della missione.
Chiude dicendo: “Non mi aspetto nulla meno del vostro meglio. Potrei svolgere i vostri incarichi meglio di voi, ma non lo farò. Il vostro lavoro è una mia responsabilità.”
Responsabilità … una parola che non scriviamo mai. Ma lasciamola lì.
È una leadership incisiva, carismatica ma non coercitiva, un comandante che si assume le proprie responsabilità e protegge il proprio personale (anche da se stesso, ma non vi spoileriamo altro). È un ruolo molto diverso dal primo esempio.
L’ultimo esempio è il discorso di Al Pacino in Ogni Maledetta Domenica. Discorso trito e ritrito. Non si parla nemmeno più di leadership: è un discorso motivazionale.
Una squadra di football che si sta giocando il tutto per tutto. Il messaggio è: “Siete bravi, sapete cosa c’è da fare: fatelo.”
Quel discorso è tanto bello quanto inflazionato. Ce lo fecero vedere anche alla presentazione di un fondo assicurativo. Che c’entrano Al Pacino, Jamie Foxx, Cameron Diaz e il football americano con le assicurazioni? Bah. Ma lasciamoli lì.
Quindi, ricapitoliamo.
- Full Metal Jacket: spieghiamo le regole del gioco. C’è un prima e un dopo. Da adesso si fa così.
- Hunter Killer: il vostro lavoro lo sapete fare. Fatelo al meglio. Io me ne assumo la responsabilità.
- Ogni Maledetta Domenica: siamo una bella squadra, siamo a un passo dalla vittoria. Andiamo a vincere un centimetro alla volta.
Non c’è uno stile giusto o uno sbagliato. C’è quello che ti porta al risultato che vuoi ottenere.
Gli stili di leadership sono strumenti, ma non sono tutto.
Come dice Odino a Thor in Thor: Ragnarok: “Sei Thor, il dio dei martelli?”
Non so perché ho messo anche questa citazione, ma ci stava bene.
“Da un grande potere derivano grandi responsabilità.”
Ok, la smetto. La Marvel lasciamola lì.
Insomma, il weekend è lungo e potresti avere tre film da guardare. Ma anche cinque.
Se vuoi sentirti un po’ leader senza combattere in Vietnam, ecco tre cose che ti consigliamo:
I 5 livelli della leadership; di John C. Maxwell
Se vuoi capire come diventare un leader vero e far sì che le persone ti seguano per scelta, questo libro è un must. Principi pratici per guidare team e crescere insieme.
Leaders Eat Last; di Simon Sinek
I leader migliori mettono il team prima di sé. Questo libro spiega come creare fiducia e sicurezza in chi lavora con te.
-
Per chi ama oggetti che non mollano mai: resistente, affidabile, praticamente indistruttibile. Perfetto per chi vuole disciplina anche nel dettaglio.
E soprattutto, sorpresa delle sorprese: abbiamo creato il link per acquistare le nostre magliette! Sarà disponibile solo per chi legge la newsletter.
Disclaimer vari che non interessano a nessuno:
Al solito i link di Amazon che inseriamo sono fatti con il nostro codice di affiliazione, che vuol dire? Che anche se il prezzo finale non cambia, nel momento in cui decidi di acquistare il libro dal nostro link, a noi viene riconosciuta tipo una decimilionesima parte del prezzo. Insomma Amazon ci ringrazia perché gli abbiamo fatto vendere qualcosa, ma non arriviamo quasi mai neanche lontanamente neanche a un caffè: un po’ tirchi quelli di Amazon.
Se ti è piaciuta, leggi anche
#73
Spaghetti rosa e non è salmone
La newsletter della scorsa settimana sul saper dire NO ha generato qualche messaggio interessante.
LeadershipVita4 min
Leggi →#83
I 6 stili di leadership
Oggi parliamo di leadership in senso stretto con Daniel Goleman, padre dell’intelligenza emotiva.
Leadership4 min
Leggi →#84
Micro-momenti
Immagina le normali relazioni di lavoro tra colleghi, o tra te e il tuo capo o a ruoli invertiti.
LeadershipLavoro2 min
Leggi →